IL MAESTRO

IL MAESTRO 2018-11-26T12:25:01+00:00

 

CHI E’
E’ Maestro di sci, rispettivamente nelle discipline alpine, nello snowboard e nelle discipline nordiche, chi è in possesso del certificato di idoneità all’ insegnamento dello sci rilasciato da regioni o province autonome nell’ambito delle proprie competenze in materia di formazione professionale.
Il Maestro di sci insegna professionalmente, anche in modo non esclusivo e non continuativo, a persone singole ed a gruppi di persone, le tecniche sciistiche in tutte le loro specializzazioni, esercitate con qualsiasi tipo di attrezzo, su piste di sci, itinerari sciistici, percorsi fuori pista ed escursioni con gli sci, che non comportino difficoltà richiedenti l’uso di tecniche e materiali alpinistici, quali corda, piccozza e ramponi.

COSA FA
Il maestro di sci o di snowboard insegna le diverse tecniche di scivolamento sulla neve, facendo uso di attrezzature specifiche.
Più che un insegnante nel senso tradizionale, è una guida che ti aiuta a vincere, facendoti divertire, quelle forze che ti vorrebbero fare cadere non appena i tuoi piedi lasciano la sicurezza del ‘ruvido’ per l’incertezza del ‘liscio’.
Che tu voglia solamente godere della bellezza della montagna invernale oppure diventare un campione, il maestro è la persona che può aiutarti a raggiungere tutti i tuoi obiettivi.
Il maestro ha una competenza specifica per insegnare ai bambini così come alle persone adulte.
Anche i meno fortunati possono trovare maestri specializzati nell’insegnamento ai disabili.
Nel maestro trovi anche l’amico che ti fa scoprire la magia delle nostre montagne, la natura, le tradizioni di un mondo così, vicino ma allo stesso tempo così lontano dalla quotidiano caos della città.

COME
Il maestro di sci o di snowboard viene abilitato attraverso un corso di formazione della durata di almeno 90 giorni, al quale si può avere accesso solamente superando un selettivo test attitudinale.

I corsi di formazione per maestri di sci sono organizzati dalle amministrazioni regionali o provinciali che, generalmente, operano in collaborazione con i rispettivi Collegi professionali. Durante il corso di formazione gli aspiranti maestri di sci seguono lezioni di tecnica, didattica, psicologia, fisica, biomeccanica, nonché di cultura specifica della montagna e degli sport invernali (neve, valanghe, soccorso, turismo) e generale (storia, geografia, flora, fauna).

Per diventare maestro di sci bisogna superare tre diversi esami riguardanti rispettivamente le materie culturali, la didattica e la tecnica. A seconda delle diverse leggi regionali o provinciali il maestro di sci è tenuto a seguire periodicamente dei corsi di aggiornamento, condizione indispensabile per l’iscrizione agli albi e quindi per poter svolgere la professione.

I CORSI DI FORMAZIONE
È innegabile che la formazione di un maestro di sci non è facile. Già il test attitudinale produce una forte selezione tra gli aspiranti. I parametri attuali di valutazione favoriscono chi ha alle spalle una solida esperienza agonistica e servono doti atletiche non trascurabili.
Questi test si svolgono generalmente in 2-3 giornate, nella prima delle quali, per le discipline più affollate (leggi sci alpino) si svolge una prova cosiddetta di ‘scrematura’. Per lo sci alpino questa consiste in una slalom gigante a tempo: i tempi dei candidati sono confrontati con quelli di almeno due ‘apripista’ e solamente quelli rientranti entro un determinato parametro vengono ammessi alle prove successive.
Successivamente si richiedono almeno altre tre prove in base alle diverse discipline, che vengono giudicate da una commissione tecnica composta da tre maestri e tre istruttori nazionali nella specifica disciplina.
Viene stabilito un punteggio al di sopra del quale il candidato è idoneo. Un secondo livello, più basso, viene stabilito per tenere conto dei casi negativi ma molto vicini alla sufficienza: coloro che rientrano tra i due punteggi possono accedere al corso con un debito formativo da recuperare al termine del primo modulo tecnico.
Il corso si struttura in tre fasi: tecnica, didattica culturale, ognuna delle quali comprende sia materie pratiche che teoriche, svolte in una serie di moduli, generalmente di una settimana, nell’arco di circa un anno e mezzo per una durata complessiva di almeno 90 giorni.
Durante il corso gli allievi apprendono anche le basi di discipline diverse dalla propria sia per una conoscenza culturale di base che per motivazioni più propriamente didattico-pedagogiche.
Gli esami per ciascuna delle tre fasi sono sia pratici che teorici e l’allievo deve essere sufficiente in tutte le materie per poter ottenere il diploma. Nel caso in cui l’allievo non dovesse essere sufficiente in una o più materie potrà risostenere l’esame in quelle materie una sola volta, dopo di ché dovrà ripetere l’intera fase e risostenere l’esame completo.

L’ABILITAZIONE ALL’ INSEGNAMENTO
Ottenuto il diploma attraverso il corso di formazione, il maestro deve chiedere l’abilitazione all’insegnamento iscrivendosi ad uno degli albi regionali o provinciali italiani. L’iscrizione all’albo comporta l’accettazione delle norme di deontologia professionale e l’obbligo di frequentare i corsi di aggiornamento con la frequenza stabilita dal regolamento del Collegio. Il maestro iscritto ad un albo regionale o provinciale deve indossarne il relativo distintivo ed essere in possesso del tesserino di identificazione in regola per l’anno in corso. La mancata partecipazione ai corsi di aggiornamento comporta la cancellazione temporanea del maestro dall’albo professionale.